Ritocco estetico, il trend che scavalca il bisturi

Pubblicato il 25/04/2017

Stiamo assistendo, negli ultimi tempi, ad un cambiamento importante circa le tendenze in ambito estetico, e questo soprattutto grazie ai numerosi progressi in ambito tecnologico e metodologico. Siamo infatti in un epoca in cui la scelta del ritocco non porta più a fare i conti con la "paura del bisturi", che tende a scoraggiare molti potenziali pazienti, ma apre un ampio ventaglio di possibilità che offrono una rapida ripresa e risultati naturali. Acido Ialuronico, fili riassorbibili, ultrasuoni, lipofilling... ormai il bisturi è facilmente evitabile e sempre più pazienti scelgono di affidarsi a trattamenti meno invasivi capaci di realizzare le loro aspettative senza troppi sacrifici. Tra i trattamenti più richiesti troviamo infatti il lipofilling, ovvero l'innesto di grasso autologo per distendere alcune zone del corpo, e l'acido ialuronico, la cui versatilità d'utilizzo lo rende ideale per moltissimi trattamenti; recentemente, è stato sintetizzato in Italia un tipo speciale di acido ialuronico, adatto al rimodellamento del derma. Altrettanto praticato è il rinofiller, che permette di intervenire sulla piramide nasale iniettando del riempitivo a base di acido ialuronico, o di idrossiapatite, e botulino, una soluzione di grande efficacia che, insieme all'abilità del chirurgo e alla qualità dei prodotti utilizzati, permette di ottenere risultati ottimali. Anche metodi quali ultrasuoni, radiofrequenze e laser sono sempre più utilizzati. I vantaggi dei trattamenti non invasivi sono molteplici: tanto per cominciare, i costi sono inferiori, la ripresa è molto più rapida e i rischi per il paziente sono minori; va messo in conto, inoltre, l'incentivo psicologico rappresentato dalla prospettiva di poter risolvere un problema estetico sentito senza dover necessariamente affrontare un'operazione in piena regola. Anche se la tendenza è quella meno invasiva, tuttavia, la chirurgia estetica non è affatto un settore in decadenza: a dimostrarlo sono i dati Imcas (International Master Course on Aging Skin), che registrano un fatturato mondiale di 6,89 miliardi nel 2015 e una crescita dell'8%, che porta a prevedere un fatturato di 7,47 miliardi per la fine del 2016.